Parole e Parole

Siamo cresciuti … TUTTI noi indistintamente,

sapendo ESATTAMENTE COSA NON DOBBIAMO FARE!

La scuola, i genitori, la società, gli amici, lo sport … tutti ci dicono che cosa NON dobbiamo fare, l’atteggiamento che NON è opportuno tenere, il comportamento NON adeguato (talvolta con punizioni annesse).

Quante volte è così chiaro il “COSA NON” e così confuso il COME dovremmo comportarci, COSA dovremmo fare, QUALE atteggiamento dovremmo tenere?

La mente degli atleti è stata programmata in ugual modo: tantissime volte sanno cosa NON devono fare (NON devo sbagliare, NON devo essere agitato, NON devo fare in questo modo, NON devo cadere etc.) e la loro attenzione si porta AUTOMATICAMENTE su questa negazione. Il vero problema è che sono così focalizzati su di essa, che perdono di vista il COSA/COME fare o comportarsi.

Quindi che tu sia allenatore, atleta, genitore, questa settimana ti lancio una sfida:

Ogni qualvolta ti verrà spontaneamente di dire “NON…” sostituiscilo con la parte costruttiva: COSA posso/puoi fare? COME posso/puoi compiere quella cosa? QUALE atteggiamento/comportamento è opportuno avere in questa situazione?

Buona sfida 🎯

… Sport e Tempo (parte 2)

Come è andata la riflessione sul tempo? Lo stai investendo al meglio?

Anche nello Sport il TEMPO è l’elemento essenziale!

Prova a rispondere alla seguenti domande, in che tipologia di atleta ti ritrovi?

✅ A: anche oggi ho fatto allenamento; B: ho fatto al meglio l’allenamento di oggi (per quanto fosse nelle mie possibilità)

✅ A: il tempo mi mette ansia; B: cerco di sfruttare ogni decimo di secondo

✅ A: tanto c’è tempo; B: ogni momento è fondamentale per la mia preparazione

✅ A: il tempo della competizione lo vivo con apprensione; B: il tempo della competizione è solo la conseguenza di come ho utilizzato al meglio il tempo della preparazione

✅ A: non dò così importanza al tempo; B: mi rendo conto che COME utilizzo il tempo determinerà quello che sarò/farò.

🍀

Se la maggioranza delle tue risposte è A forse potresti iniziare a considerare più il COME puoi migliorare le cose che già stai facendo affinché ti portino a risultati diversi.

Se la maggioranza delle tue risposte è B, continua ad affrontare allenamenti e competizioni come una grande OPPORTUNITA’ di migliorare le tue skills in ogni sessione. Forse non vedrai SUBITO i risultati, ma fidati… nel medio/lungo termine vedrai dei cambiamenti davvero significativi!

LA DEDIZIONE è ciò che ti permette di prendere dal tempo tutto ciò che di meglio possa offrirti!

Il Tempo

Che valore dai al tempo?

Mi viene alla mente il film Lucy (che adoro!) e vi cito alcuni passaggi:

“Il tempo è la sola vera unità di misura. E’ la prova dell’esistenza della materia. Senza tempo noi non esistiamo”

“Per gli esseri primitivi come noi la vita sembra avere un solo unico scopo: guadagnare tempo. E sopravvivere nel tempo sembra anche essere l’unico vero scopo di ciascuna delle cellule dei nostri corpi”

Vi chiederete che senso ha questo ma quante volte lo si cita in una giornata: “non ho tempo”, “ho perso tempo”, “il tempo dell’attesa di un risultato”, “il tempo di una partita”, “il tempo di recupero”, “il tempo di gara”…

Tutto è definito dal tempo! ⏰

❓ Tu come gestisci il tuo tempo? Che rapporto hai con esso?

Un giorno ho letto una frase: “Il tempo non è in grado di proteggersi da sè, ma è come un bambino che può venire preso in mano dal primo venuto”. Quanta difficoltà a difendere e dare valore al proprio tempo!

Tutti e tutto ce lo richiedono ma esso è LIMITATO e in realtà non sappiamo nemmeno quanto ne abbiamo a disposizione sul conto finale.

❓ Di questo, quanto ne dedichi a ciò che conta davvero per te? Non a ciò che è urgente ma a ciò che è importante?

❓ Come lo sfrutti nelle cose che fai (che sia tempo per la scuola, il lavoro, le relazioni, lo sport, una passione, il tempo libero etc.)?

🤔 Lo so… stai aspettando una conclusione… e invece questa volta ti tengo nella RIFLESSIONE …

Fine Prima Parte 😉

Pensieri e Pensieri

“Tu sei laddove sono i tuoi pensieri. Assicurati che i tuoi pensieri siano dove tu vuoi essere.”

🤔 La preparazione mentale, la psicologia dello sport sono ancora un tabù!

Resto sempre perplessa del retaggio culturale che appartiene a questa affermazione, come se fosse un qualcosa di cui vergognarsi, un segno di disagio o debolezza. Quindi mentre un atleta può dichiarare tranquillamente di rivolgersi a nutrizionisti sportivi, preparatori, medici dello sport, fisioterapisti, biomeccanici, osteopati avere uno psicologo dello sport “è visto male”.

Che strano, tutte queste figure lavorano in un certo senso con la mente sta di fatto che COMUNICANO SEMPRE qualcosa: mangia questo, fai questo prima di…, integra con… poco importa se poi l’atleta abbia il dubbio che sia funzionale o meno alla performance. Si tratta un infortunio fisicamente ma poco importa se al “rientro in campo” l’atleta abbia paura di avere ancora dolore o il dubbio di essere guarito. Potrei andare avanti all’infinito.

Non si tratta pubblicamente di una cosa/una figura che serve principalmente per parlare e agire. Lo PSICOLOGO DELLO SPORT in fin dei conti “fa delle cose carine” per esempio supporta allenatori, atleti nella loro attività e potrebbe farlo con tutte le figure sopraccitate e guarda un po’ (tra le altre) le aiuta proprio nel COME RELAZIONARSI CON I PENSIERI e nello SCEGLIERE COME AGIRE.

La citazione iniziale è uno spaccato di questo paragrafo, in AUTOMATICO SPESSO ci si ritrova ad aderire ai propri pensieri e quanti sono in un giorno? “Le informazioni viaggiano nel cervello alla sorprendente velocità di 430 chilometri orari, e ogni giorno riusciamo a mettere insieme ben 70 mila pensieri. L’attività elettrica del cervello produce dai 20 ai 30 watt di potenza, sufficienti per tenere accesa una lampadina.”

Cosa accadrebbe se invece che aderire a questi pensieri, iniziassi a SCEGLIERE come agire rispetto ad essi e di conseguenza a comportarti in un modo piuttosto che in un altro (in allenamento, nel pre gara, durante la competizione, dopo, nel rapporto con le figure che ti circondano)?

Con la centralina che ti ritrovi nella parte alta del tuo corpo forse varrebbe davvero la pena conoscerla per utilizzarla nelle sue potenzialità!

Allenare il “visibile” e’ sufficiente?

D: Quanto tempo un atleta occupa nell’allenare il visibile?

R: Tantissimo tempo! Tutto il tempo che utilizza per la sua preparazione!

Si allena la tecnica, il fisico, ci sono sempre più strumenti per “lavorare” sull’incremento della performance (orologi, software sofisticati, potenziometri etc.) che in qualche modo rendono visibili parametri che ad “occhio nudo” non si potrebbero vedere. Ma davvero è possibile credere che sia tutto qui?

C’è un altro “invisibile” che purtroppo non è ancora così considerato che è il (chiamiamolo per semplificazione così) “il MENTALE” fatto di sensazioni, emozioni, pensieri. Le persone davvero credono che non sia così importante, peccato che TUTTO passa dalla mente (non apriamo qui dibattito mente/cervello ma passatemi il termine generico). Quando apprendi o migliori un nuovo gesto tecnico, quando in allenamento/in gara prendi una decisione piuttosto che un’altra, quando riesci a resistere anche se ti sembra di non farcela, quando arriva lo sconforto o ti senti l’atleta più performante del momento.

Non sarà importante MA:

💣 Dalle tue decisioni dipendono le tue azioni e di conseguenza i risultati;

💣 Dal miglioramento del gesto tecnico può beneficiare la tua performance (il fatto è che puoi migliorarlo in 10 anni o in qualche mese);

💣 Un pensiero “indesiderato” nel momento sbagliato e la tua prestazione può essere compromessa (es. “non ce la faccio”, “mi ritiro”, “le gambe mi fanno troppo male”, “e se non mi qualifico?” etc. etc. etc.);

💣 Un’emozione imprevista e le tue azioni possono essere completamente diverse da quello che ti immaginavi (es. sto perdendo, mi sale la rabbia, lancio la racchetta e non vedo via d’uscita; sono ai blocchi di partenza sento un’ansia che pervade il mio corpo e mi sento come se restassi bloccato; sto gareggiando mi assale lo sconforto di non farcela e il mio corpo rallenta o si ferma);

💣 Le sensazioni dirigono le tue azioni (es. prima della gara sento le “gambe molli”, penso che è una giornata no, riduco il riscaldamento e inizio la prestazione con mille dubbi; oppure sento i muscoli tesissimi penso di essere sovraccarico o di aver sbagliato qualcosa nella preparazione e quando entro in gara queste sensazioni non fanno altro che peggiorare; sento che è una giornata no e non può che confermarsi tale).

(Ps. Ho una buona notizia: tutto questo è ALLENABILE! Come? Con il Mental Training l’invisibile diventa visibile! 😎)