“Come faccio?” credo che sia la domanda che mi viene posta maggiormente.
Nei precedenti post abbiamo parlato di consapevolezza: c’è una cosa che si è allenatissimi a fare che è quella di guardare gli altri… (solitamente criticandoli 😅 ) ma quanto tempo spendi nell’OSSERVARE TE STESSO?
E’ una domanda truffaldina in quanto tendenzialmente ci si osserva con le lenti delle proprie credenze, quelle che in anni di storia personale si formano nella mente e a cui, per quanto a volte dannose, ci si affeziona così tanto da non riconoscerle e di conseguenza si è impossibilitati a lasciare andare.
Ma se cominciassi ad osservarti come quando un ingegnere analizza il proprio progetto, cosa potresti vedere?
Le cose sono innumerevoli ma provo a rendere l’dea il più semplice possibile:
Individuiamo sei aspetti principali:
2. Per ciascuno di essi: quali sono le cose che funzionano e quali sono quelle da migliorare?
3. Quali sono gli obiettivi previsti a breve, medio e lungo termine?
4. Come potresti lavorare sulle cose/abilità da migliorare e/o chi potrebbe esserti d’aiuto a definire questo step?
5. Quali sono i tempi previsti in cui modificare tali aspetti?
Cosa super importante!
Minimo sforzo – massima resa: quanto tempo impieghi per compilare un diario subito dopo l’allenamento?
So che ti stai chiedendo “e se non miglioro?”
➥ A venerdì!!! 😉
Quanto tempo hai dedicato a questo processo?
Se facendo una cosa non funziona SUBITO allora si lascia perdere “perchè tanto…”.
Il “perché tanto…” è una frase che non andrebbe mai detta. “Tanto…” cosa? Come puoi sapere come andranno le cose? Certo è più facile emettere sentenze che lavorare sodo OGNI SINGOLO GIORNO per andare a prendere quello che è importante per te.
Si cade in ogni sorta di generalizzazione pensando che è sempre stato così o che è sempre andata in un certo modo… e sarà ancora così, certamente! Se non si fa nulla per cambiare, con le stesse azioni è molto probabile ottenere gli stessi risultati.
Costruire la consapevolezza è un lavoro impegnativo proprio perché non si è allenati a CAPIRE, a CHIEDERE perché una cosa non funziona. Certo in una gara/allenamento o anche in una verifica/un colloquio di lavoro andati male si sa benissimo quello che si ha sbagliato: talvolta è stato urlato addosso o detto in malo modo, segnato con tanto di penna rossa… ma COME migliorare in quella cosa spesso non è così chiaro oppure le frasi che vengono dette non soddisfano la risposta rispetto le MODALITA‘ IN CUI lavorare specificatamente su quella competenza.
Se non funziona:
a. INSISTI nell’ottenere più informazioni possibili rispetto a quel comportamento o a quell’azione specifica;
b. ALLENATI, ALLENATI, e ALLENATI ancora! Chissà da quanto tempo porti con te quell’errore o quel comportamento, quindi bisogna avere la pazienza di lavorarci, con costanza e pazienza;
c. SII CONSAPEVOLE: è importante che TU SENTA quando hai modificato anche di poco ciò su cui stai lavorando, e che tu PRETENDA di avere informazioni in merito da chi ti segue.
Venerdì prossimo vedremo anche uno strumento semplice ma super efficace per facilitare questo processo e nel frattempo… ALLENATI! 💪🏽
“Non si può risolvere un problema con la stessa consapevolezza che lo ha generato”
CONSAPEVOLEZZA è una parola che utilizzo come mantra nel mio lavoro. Trovo che sia un termine al quanto sottovalutato perché siamo cresciuti perlopiù come bravi esecutori di istruzioni piuttosto che liberi di esperire le nostre peculiarità.
Nello sport questo significa che spesso l’atleta (o l’allenatore) si trova a fare qualcosa che gli è stato impartito da qualcuno “al di sopra” di lui o “di cui ha stima” etc. in modo rigido.
Vi chiederete cosa c’è di male! E’ così al lavoro, a scuola, in famiglia 😳
Non c’è nulla di male finché il non rispetto delle “tabelle di marcia” rappresenta un problema.
Facciamo degli esempi:
a. L’atleta non riesce a fare quello che l’allenatore gli chiede (es. correzione dell’errore, modalità di esecuzione…);
b. L’allenatore applica perfettamente le tabelle ma l’atleta non risponde come prospettato;
c. Stagione considerata negativa e non si sa il perché” e il percome: l’allenatore ha la sua idea, l’atleta la sua.
Il fatto è che come esseri umani ciò che ognuno sperimenta e osserva dipende fortemente da se stesso, quindi possiamo applicare teorie, regole, ma non funzioneranno sempre e con tutti. Primo perché si è in relazione, quindi ci sono almeno due persone (figurati negli sport di squadra) con due consapevolezze diverse rispetto alla stessa situazione (non solo dal punto di vista cognitivo!); secondo se ci fate caso ogni volta che qualcuno porta un progresso viene subito “copiato” in quanto è qualcosa di nuovo che deriva sì dalla conoscenze e dalle competenze ma sicuramente e soprattutto dall’esperienza (che non è sempre fatta di successi! Ne riparleremo!).
Prima di agire (sia in qualità di allenatore che di atleta) è fondamentale:
E se non funziona?
🔜 Venerdì prossimo! 🎯
Quante volte ti è capitato di guardare un altro atleta, un altro allenatore o un’altra persona pensando “Vorrei riuscirci anche io!”, “Vorrei farlo anche io!”, “Anche io vorrei essere così!”?
Non c’è nulla di male in questi pensieri se non che spesso portando l’attenzione al risultato e notando il gap tra quello che si desidera e quello che si è/si fa in questo momento, si viene dissuasi dall’intraprendere il PERCORSO. Qui abbiamo la parola chiave: PERCORSO!
E’ fondamentale appassionarsi al PROCESSO tanto quanto si desidera ottenere quel preciso risultato!
Quindi per iniziare:
“Quello che oggi ti sembra impossibile, domani sarà il tuo riscaldamento”
Se la tua mente ti dice che è impossibile, dimostrale FACENDO che PUOI cambiare ogni volta che tu lo desideri!
Buona pratica 😎
“Il termine responsabilità deriva dal latino respònsus, participio passato del verbo respòndere, RISPONDERE cioè, in un significato filosofico generale, impegnarsi a rispondere, a qualcuno o a se stessi, delle proprie azioni e delle conseguenze che ne derivano.“
Perché ho scelto questa parola per il post? Perché sono fermamente convinta (sulla base di ciò che mi trovo vivere ogni giorno) che spesso nel tentativo di proteggere, alleggerire, giustificarsi … oggi si sia più propensi a colpevolizzare qualcuno che ad assumersi la responsabilità delle situazioni.
Quello che dico ai “miei atleti” è che la gara/la partita non la “inventi” la domenica, la costruisci giorno dopo giorno e ATTENZIONE non solo dall’inizio della stagione, dalla preparazione MA GIORNO DOPO GIORNO SEMPRE! Non è che nello sport si sfoderano delle qualità che durante il resto della giornata vengono tenute nel taschino.
Mi occupo di preparazione mentale e quello che si vorrebbe è la ricetta magica da utilizzare in allenamento e durante le competizioni e mi dispiace un sacco deludere ma non funziona così!
L’atteggiamento mentale, il comportamento che l’atleta ha “su campo”
è qualcosa che viene costruito nella vita.
Incontro ragazzi veramente disciplinati e non lo sono solo nello sport ma anche nella scuola ad esempio; ho atleti altruisti, umili, generosi che lo sono tanto con gli amici che con i compagni di squadra e gli avversari; atleti motivati e determinati ad ottenere ciò che desiderano che non tralasciano nessun dettaglio per riuscire e farcela.
Poi c’è chi vorrebbe MA … “non ho tempo”, “l’allenatore….”, “la pista…”, “non mi hai scritto…”, “mi son dimenticato…”, “la scuola…”, “il passato…” etc. FORSE anche tu ti trovi in queste o altre frasi oppure se sei genitore o allenatore le hai sentite dire dal tuo atleta/da tuo figlio.
Abbiamo 3 opzioni:
a. IGNORIAMO: della serie “è fatto cosi” , passiamo oltre… oppure “è cosi”, non ci posso fare nulla…
b. SUPPORTIAMO: della serie “poverino”, capiamo, ti siamo vicini… oppure “sono sfortunato, non va mai come vorrei” … la litania del mondo è ingiusto con me…
c. CREIAMO CONSAPEVOLEZZA: della serie “puoi SEMPRE fare qualcosa”, cambia atteggiamento… oppure “cosa posso fare in questa situazione per raggiungere i miei obiettivi?”, posso cambiare!
Vi garantisco che la terza opzione, benché sia la più impegnativa e tendenzialmente scomoda (non sempre siamo amati nel creare consapevolezza), è quella più efficace e che porta a risultati a lungo termine.
La RESPONS… ABILITA’ è la capacità di IMPEGNARSI A RISPONDERE delle proprie azioni, determinando in larga parte il proprio cammino.
🎯 Questa settimana NOTA se la maggior parte delle volte il dito 👆🏼 è puntato verso gli altri o verso te stesso!
(e ricorda che comunque ogni volta che punti il dito verso qualcuno, tre sono rivolti vs te stesso 😉)
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