Il potere della consapevolezza

“Non si può risolvere un problema con la stessa consapevolezza che lo ha generato”

CONSAPEVOLEZZA è una parola che utilizzo come mantra nel mio lavoro. Trovo che sia un termine al quanto sottovalutato perché siamo cresciuti perlopiù come bravi esecutori di istruzioni piuttosto che liberi di esperire le nostre peculiarità.

Nello sport questo significa che spesso l’atleta (o l’allenatore) si trova a fare qualcosa che gli è stato impartito da qualcuno “al di sopra” di lui o “di cui ha stima” etc. in modo rigido.

Vi chiederete cosa c’è di male! E’ così al lavoro, a scuola, in famiglia 😳

Non c’è nulla di male finché il non rispetto delle “tabelle di marcia” rappresenta un problema.

Facciamo degli esempi:

a. L’atleta non riesce a fare quello che l’allenatore gli chiede (es. correzione dell’errore, modalità di esecuzione…);

b. L’allenatore applica perfettamente le tabelle ma l’atleta non risponde come prospettato;

c. Stagione considerata negativa e non si sa il perché” e il percome: l’allenatore ha la sua idea, l’atleta la sua.

Il fatto è che come esseri umani ciò che ognuno sperimenta e osserva dipende fortemente da se stesso, quindi possiamo applicare teorie, regole, ma non funzioneranno sempre e con tutti. Primo perché si è in relazione, quindi ci sono almeno due persone (figurati negli sport di squadra) con due consapevolezze diverse rispetto alla stessa situazione (non solo dal punto di vista cognitivo!); secondo se ci fate caso ogni volta che qualcuno porta un progresso viene subito “copiato” in quanto è qualcosa di nuovo che deriva sì dalla conoscenze e dalle competenze ma sicuramente e soprattutto dall’esperienza (che non è sempre fatta di successi! Ne riparleremo!).

Prima di agire (sia in qualità di allenatore che di atleta) è fondamentale:

  1. OSSERVARE (che non è guardare ma “esaminare, considerare con attenzione, anche con l’aiuto di strumenti adatti, al fine di conoscere meglio, di rendersi conto di qualche cosa, di rilevare i particolari, o per formulare giudizi e considerazioni di varia natura; Talora fa riferimento più all’attenzione della mente che a quella dell’occhio” Es.: voglio modificare o migliorare uno specifico gesto, osservo, con video analisi ancora meglio, cosa accade in quella specifica situazione prendendo nota degli elementi significativi che non riguardano solo il gesto ma anche l’atteggiamento, quello che succede immediatamente prima etc.);
  2. COMPRENDERE (alla luce di quanto rilevato, è fondamentale contestualizzare le informazioni nella specifica situazione per passare poi allo step successivo Es. leggo le informazioni raccolte dando un significato, confrontandomi con il vissuto dell’atleta o dell’allenatore senza anticipare la propria visione);
  3. SPERIMENTARE (in base a quanto scritto prima stendo un piano di lavoro per la sessione di allenamento per raggiungere l’obiettivo e mi confronto anche con altre figure professionali Es. noto un atteggiamento difensivo con cui viene fatto quel gesto, confermato dalle sensazioni e pensieri dell’atleta, mi confronto con lo psicologo dello sport per applicare le strategie più funzionali a superare l’ostacolo, oppure il gesto è errato per xy motivi adotto altre tecniche specifiche in allenamento che NON SONO QUELLE USATE FINO AD OGGI VISTO CHE NON HANNO FUNZIONATO, MA PARTO DALL’OBIETTIVO e lo scompongo per avere chiaro su cosa andare ad agire).

E se non funziona?

🔜 Venerdì prossimo! 🎯

Un commento su “Il potere della consapevolezza

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